2a SERATA PONTREMOLESE DEDICATA A BRUNO NECCHI
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Eventi Speciali

 

Il Gruppo-musica del Manzoni

e

l’Associazione Culturale Pontremolese “Vasco Bianchi”

organizzano la 2a serata pontremolese dedicata a Bruno Necchi

Cinema Teatro Manzoni – Pontremoli

mercoledì 19 dicembre ’07 ore 21

La serata pontremolese

Una serata per far conoscere e per ringraziare i pontremolesi che si sono distinti per il loro impegno nella musica, nella pittura, nella produzione di racconti e poesie dialettali, nella storia locale,…….

Un modo semplice ma significativo sia per ricordare chi non c’è più, sia per incoraggiare chi svolge ancora attività di particolare interesse a Pontremoli o in altri luoghi.

Con questa iniziativa, avviata lo scorso anno, il gruppo-musica del Manzoni e l’Associazione Culturale Pontremolese “Vasco Bianchi” intendono offrire un significativo contributo alla valorizzazione della gente pontremolese e interpretando la volontà di coloro che amano questa terra esprimere riconoscenza e affetto nei confronti di chi non può essere dimenticato per quello che ha fatto o sta facendo.

CHI ERA BRUNO NECCHI?

Bruno Necchi nacque a Pontremoli il 2 agosto 1913.Compì gli studi inferiori a Varazze, presso i Salesiani, quindi frequentò l’istituto Magistrale a Pontremoli e si diplomò maestro; si iscrisse all’Università di Lingue straniere di Ca’ Foscari a Venezia. Insegnò nelle frazioni di montagna dello zerasco e del pontremolese e fu trasferito poi dal regime fascista in provincia di Pistoia, dove fu arruolato in guerra nei Balcani con il contingente di quella zona. Partecipò alla Resistenza all’estero.Ritornato, provato nel corpo e nello spirito, non poté terminare gli studi universitari e non accettò di intraprendere la carriera delle armi, ma ritornò con gioia alla professione dell’insegnante. Fu attivo nella ricostruzione della democrazia nel Paese e nella sua città.In seguito, per quasi un ventennio insegnò Didattica presso l’Istituto Magistrale cittadino.Fu collaboratore del Corriere Apuano negli anni Cinquanta, dove comparvero i suoi bozzetti di vita in quella lingua maccheronica che gli è tipica e che trasmette la cultura del ceto medio della popolazione e la vita del suo tempo.Corrispose sul settimanale locale sulle tappe del Giro d’Italia e del Tour di Francia, con il suo stile personale e brillante ironia.Nel 1957 esce per i tipi degli Artigianelli il primo volume di aspetti folcloristici pontremolesi nella lingua dello scrittore che fissò un genere tipico di Pasquin, nome d’arte che ricorda le antiche ”pasquinate” romane: La Crësa. Qui si alternano avventure vissute nella spensieratezza di un mondo semplice a momenti di vita che rispecchia le difficoltà di un’epoca caratterizzata da una difficile ricostruzione sociale. Emergono forti il legame con la famiglia e l’attaccamento ai valori della lealtà e dell’amicizia.All’inizio degli anni Sessanta è cofondatore del Partito politico “Torre Civica”, in dissidenza con l’amministrazione dell’epoca e fa parte della vita politica attiva locale.In seguito lo scrittore si cimenterà con la lingua italiana, pubblicando un libro per ragazzi, Cinque birbe e un barboncino (1966).Ama trascorrere momenti di tempo libero nel fiume a pescare, continuando a nutrire quelle amicizie allacciate in giovinezza; sarà all’amico Dottor Mario Benelli che dedicherà il secondo libro nella lingua che già conosciamo e che è Puntremal ‘na vota (1971). Sono racconti brillanti della giovinezza e della maturità dell’autore, nei quali compare, oltre la parlata che gli è tipica, la lingua pontremolese “dal sass” nei discorsi diretti e da cui verrà immortalata.Altri momenti di svago, sono occupati dalla passione per il mandolino che esercita suonando con amici; Bruno si è dilettato anche a comporre con amici libretti per operette teatrali: Sputnik; Rosaspina, che fu rappresentata nelle Scuole Elementari della città.Muore il 7 Febbraio 1977.È stato pubblicato postumo il libro in lingua italiana Stellino (1981), racconto per ragazzi, ritenuto anche testamento spirituale. L’Amministrazione Comunale ha voluto ricordare l’uomo e lo scrittore, intitolandogli una via cittadina.

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