Alaska
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Programmazione

Fausto e Nadine si incontrano sul terrazzo di un grande albergo parigino dove lui lavora come cameriere e lei è alle prese con un casting di modelle. Uniscono da subito le loro debolezze e l’intenzione di proteggersi a vicenda. Ma la via riserva ad entrambi prove molto dure e rischiose.

Orario: venerdì 18, sabato 19 e domenica 20 dicembre ore 21
Prezzo: Interi: euro 7,00 – Ridotti: euro 5,00
Regia di Claudio Cupellini
Con la partecipazione di Elio Germano, Astrid Bergès Frisbey, Valerio Binasco, Elena Radonicich, Antoine Oppenheim, Paolo Pierobon, Pino Colizzi, Marco D’amore, Roschdy Zem
Genere: Drammatico
Informazioni: Durata: 125′ Data di uscita: 05-11-2015

Fausto e Nadine si incontrano sul terrazzo di un grande albergo parigino dove lui lavora come cameriere e lei è alle prese con un casting di modelle. Uniscono da subito le loro debolezze e l’intenzione di proteggersi a vicenda. Ma la via riserva ad entrambi prove molto dure e rischiose…

Dopo “Una vita tranquilla” (2010), dove Toni Servillo era coinvolto in Germania in una cruda resa dei conti familiare, ecco “Alaska”, dove un altro italiano affronta grandi difficoltà in un paese straniero e fa i conti solo sulla propria capacità di reazione. Bisognerebbe sapere da Cupellini perché la sua idea di italiano fuori dai confini è quella di una persona isolata e indifesa, capace solo di aggredire e usare violenza. E anche è da chiedersi come mai che il personaggio di Fausto evolverà verso soluzioni dure, fatte di botte e sangue lo si capisce dopo pochi minuti. Citando questi due elementi, si sono evidenziati alcuni passaggi nei quali sono più forti le fratture psicologiche e caratteriali del copione.”Alaska” (il titolo è il nome del locale notturno gestito da Sandro, amico di Fausto), terzo lungometraggio di Cupellini, è un film che fa grandi sforzi per apparire autentico, per dare credibilità ad una vicenda troppo spesso portata a uscire dal seminato. Ci vogliono pazienza e coraggio per accettare le insistite ripetizioni di odio/amore tra i due protagonisti. Ci vuole un pizzico di umorismo per non reagire alla faciloneria con cui il ricco Alfredo Wiel affida a Fausto il ruolo di direttore di un albergo a 5 stelle. Bisogna far finta di niente davanti a quella richiesta di matrimonio che chiude la vicenda. La regia è chiusa dentro un percorso narrativo quasi mai credibile, come il suono di una moneta falsa. Il tema dell’emarginazione giovanile, delle difficoltà esistenziali, della precarietà quotidiana rimane nascosto sotto una continua simulazione espressiva.Il racconto diventa ‘esterno’ e non si fa mai cinema, costeggia dramma e mélo restandone lontano. Soprattutto per questa incertezza espressiva e per una costante indecisione nel disegnare i personaggi, il film, dal punto di vista pastorale, è da valutare come complesso, problematico e adatto per dibattiti.
Fonte: CNVF

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