Andiamo a quel paese
1 Stella2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle (Nessun voto)
Loading...
Categoria:
Programmazione

Orario: venerdì 5, sabato 6, domenica 7 e lunedì 8 dicembre – ore 21:00
Prezzo: Interi: euro 7,00 – Ridotti: euro 5,00
Regia di Salvatore Ficarra e Valentino Picone
Con la partecipazione di Fatima Trotta, Tiziana Lodato, Nino Frassica
Genere: Commedia
Informazioni: Durata: 90′ Data di uscita: 06-11-2014

Rimasti disoccupati, Valentino e Salvo, amici di vecchia data, si trasferiscono da Palermo al comune di Monteforte, paese d’origine di Valentino e della moglie di Salvo, Donatella. Ben presto Salvo si rende conto che il piccolo centro sembra essere abitato solo da anziani, e che questa può essere una risorsa. Trasformata la casa in un ospizio improvvisato, i due amici offrono un patto ai residenti: "Voi ci date la pensione e noi ci occupiamo di voi". Molti aderiscono e gli affari vanno bene, fino a quando non si sparge la notizia che la casa è stata colpita da malocchio. Quasi tutti se ne vanno tranne Lucia, la zia della moglie di Salvo. Ma per avere la certezza di questa unica pensione, Salvo escogita una bella trovata: Valentino dovrà sposare zia Lucia. Si tratta di uno stratagemma che da il via a sotterfugi, inghippi, equivoci. Che finiscono per coinvolgere altri abitanti del paesino e in realtà risolvono ben poco.

Dopo l’esordio con "Nati stanchi" (2001, regia di Dominik Tambasco), dopo due coregie con Giambattista Avellino ("Il 7 e l’8", 2007; "La matassa", 2009), il duo Ficarra & Picone si mette in proprio con "Anche se è amore non si vede", 2011 e e prosegue ora con questa nuova commedia di costume. Che li fa tornare nella natia Sicilia, partendo da uno spunto tanto semplice quanto vero: la mancanza di lavoro. Da questo inizio il copione dipana una serie di espedienti che fanno prevalere il tono ironico/grottesco tipico di tanti canovacci con impronta ‘regionale’. Individuare nella pensione di vedove e/o zitelle una possibile soluzione alla carenza di lavoro è una idea che sa di misto tra fantasia e arte di arrangiarsi. Con l’aggiunta di tirate, più o meno riuscite, sul sistema della raccomandazione, della sistemazione fissa, del posto facile. A livello di satira sociale, le ambizioni del duo crescono, si fanno più sottili, sfaccettate, acute. Molte occasioni di umorismo risultano azzeccate e ben scritte. Giuste e divertenti queste quanto invece inutilmente insistite, evanescenti e tirate via sono le sequenze dedicate all’anziano sacerdote che rivela l’amore per Lucia e a quello nuovo che si mostra avviato sulla stessa strada. Un passaggio fuori tema, per cui il film,dal punto di vista pastorale, è da valutare come consigliabile, e segnato da qualche superficialità.

Commenti chiusi.