Il Ricco, il Povero e il Maggiordomo
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Programmazione

Orari:
venerdì 2, sabato 3 gennaio: ore 21
domenica 4 gennaio: ore 16 – 21 (due spettacoli)
lunedì 5 gennaio: ore 21
martedì 6 gennaio: ore 21 (un solo spettacolo)
Prezzo: Interi: euro 7,00 – Ridotti: euro 5,00
Regia di Aldo Giovanni e Giacomo e Morgan Bertacca
Con la partecipazione di Aldo Baglio, Giovanni Storti, Giacomo Poretti, Giuliana Lojodice, Francesca Neri, Sara D’amario, Guadalupe Lancho, Massimo Popolizio, Rosalia Porcaro
Genere: Comico, Commedia
Informazioni: Durata: 102′ Data di uscita: 11-12-2014

A Milano, oggi. Giacomo è un ricco e spregiudicato broker con ufficio nella City in zona Porta Nuova. Con lui c’è il cameriere Giovanni, cultore di arti marziali giapponesi e fidanzato di nascosto con la messicana Dolores. Aldo è un venditore abusivo nel mercato del quartiere, vive con la burbera madre e allena una squadra di calcio multietnica di ragazzini dentro l’oratorio. Succede che la macchina guidata da Giovanni con Giacomo a bordo investe Aldo. A lui Giacomo offre come risarcimento una cifra in denaro e l’incarico di qualche lavoretto in villa. All’improvviso però arriva un tracollo finanziaraio, i soldi finiscono, case e terreni vengono sequestrati. Giacomo è costretto ad accettare l’invito di Aldo di trasferirsi in casa della mamma, la signora Calcedonia. Ora sono tutti e tre poveri e provano a sopravvivere.

Si può quasi dire che, dopo un inizio dedicato a presentare i personaggi, la storia abbia inizio quando le parti si sono rovesciate e comincia la ricerca di un delicato equilibrio tra il ricco/non più ricco che aspira a tornare tale, il dipendente che vuole affiancarsi dal padrone, e il povero vero che guarda la situazione da fuori e con maggiore freddezza. Il tema dell’incontro/scontro tra agiatezza e povertà non è certamente nuovo e il conseguente scambio di ruoli viaggia con molti precedenti di riferimento. Il punto centrale qui doveva essere legare questi argomenti alla realtà italiana di oggi, uno sguardo più vicino sulla crisi economica, sulle sue conseguenze non sempre visibili e controllabili. Quasi obbligatorio incombe il tono umoristico del trio, che scavalca denuncia e polemica a favore di un approccio più gentile, misurato, di comprensione. Molte schermaglie colgono nel segno (partendo da un contesto milanese dove ceonomia, carriera, ricerca di riscatto procedono a braccetto), in altri momenti il ritmo perde qualche colpo, è meno vivace e riuscito. Lasciando l’impressione di una certa fatica nel lavorare sulquotidiano e soprattuttio nell’amalgamare i tre ruoli. Resta interessante l’impasto del piccolo affresco metropolitano, fatto di solidarietà, gestione degli affetti, presenza dell’oratorio e del parroco in un tessuto sociale ormai multietnico. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile e nell’insieme semplice.

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