La Famiglia Belier
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Programmazione

Orario: venerdì 1, sabato 2 e domenica 3 maggio: ore 21; lunedì 4 maggio: ore 15,30 – in collaborazione con Unitre (ingresso 5 euro)
Prezzo: Interi: euro 7,00 – Ridotti: euro 5,00
Regia di Eric Lartigau
Con la partecipazione di Karin Viard, François Damiens, Eric Elmosnino, Louane Emera, Roxane Duran
Genere: Commedia
Informazioni: Durata: 100′ Data di uscita: 26-03-2015

In Francia, oggi. La famiglia Belier è un nucleo familiare anomalo, dove tutti sono sordomuti tranne Paula, 16 anni, che svolge il ruolo indispensabile di collegamento tra se, i genitori, il fratello più piccolo e, in senso più ampio, la gestione della fattoria di famiglia. Un giorno a scuola il professore di musica Thomasson, nel fare alcune prove con gli alunni, è colpito dalla naturale piacevolezza della voce di Paula, e la incoraggia a presentarsi al concorso canoro annuale indetto da Radio France. La ragazza si trova così di fronte ad una scelta per niente semplice, che implica l’allontanarsi da casa e prepararsi ad una vita diversa. E sarà una scelta che non potrà prescindere dalla presenza dei familiari.

Forse non è compito del cinema risolvere i problemi, ma provare ad indicare una strada è invece cosa più possibile. Come accade in questo film, clamoroso successo di pubblico in Francia. La piacevolezza del racconto nasce anche dal fatto che ogni momento di questo diario è scandito dalla importanza sempre maggiore che vi assume il nucleo familiare, la sua capacità di restare unito, compatto, stretto intorno alle necessità prospettate dalla vita di ogni giorno. I motivi del grande successo in patria sono essenzialmente due: il primo la felice descrizione di ogni momento, raccontato come se l’handicap non esistesse. Questo consente per esempio a Rodolphe, il padre, di trascurare la propria situazione e decidere di presentarsi come candidato alle elezioni per il nuovo sindaco del paesino. La campagna elettorale è condotta da Rodolphe senza il minimo imbarazzo e convinto di potercela fare. Il secondo, gli sbalzi di umore lungo i quali corre il passaggio di Paula dall’adolescenza all’età adulta. Qui subentra uno sguardo di decisiva delicatezza col quale il racconto costeggia gioia e preoccupazione, serenità e nervosismo, realtà e fantasia in un caleidoscopio di umorale cromatismo. Davvero Paula è una che troppo presto ha dovuto fare l’adulta e ora vorrebbe tornare ragazzina ma ne ha quasi paura. A saldare questi due aspetti c’è una cornice che riesce con coerenza e misura a fondere commedia e tragedia, senza cioè mai prediligere il dramma o lasciare spazio al lamento. La felicità del ritrovarsi tutti insieme nella pienezza della famiglia come libera e consapevole scelta è il premio migliore che fa superare ostacoli e difficoltà. Sotto il profilo strettamente tecnico, va naturalmente rilevato il gran lavoro di preparazione condotto dagli attori per calarsi nei panni degli audiolesi. Bravi tutti, soprattutto ad annullare la differenza tra i ‘normali’ e gli ‘altri’. Che non ha motivo di esistere. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile, problematico e adatto per dibattiti.

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