L’amore bugiardo – Gone Girl
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Programmazione

Orario: venerdì 13, sabato 14 e domenica 15 febbraio: ore 21
Prezzo: Interi: euro 7,00 – Ridotti: euro 5,00
Regia di David Fincher
Con la partecipazione di Ben Affleck, Rosamund Pike, Neil Patrick Harris
Genere: Drammatico, Thriller
Informazioni: Durata: 145” Data di uscita: 18-12-2014
VIETATO AI MINORI DI 14 ANNI

 

Nick e Amy Dunne si conoscono ad una festa e in breve tempo si sposano. Persi lavoro e casa a New York, i due si trasferiscono in provincia, a Carthage nel Missouri. Nel giorno del quinto anniversario di matrimonio, Amy scompare, apparentemente senza motivo. In assenza di alternative, Nick diventa il primo sospettato, addirittura come colpevole dell’omicidio della donna. L’uomo nega con fermezza e, per difendersi, comincia un’indagine parallela. Da qui prende il via un intreccio sempre più complicato, un succedersi di eventi, rovesciamenti e azioni che portano al ribaltamento delle prime ipotesi. Dal momento in cui i fatti vengono resi pubblici, la presenza di giornali e televisioni diventa sempre più ingombrante e manipolatoria. Il ruolo di Amy si rivela in forme di cinismo e sprezzo della logica. Il finale è impossibile da rivelare.

David Fincher si é imposto all’attenzione a partire da “Seven” (1995). Tra i titoli successivi sono da ricordare “Zodiac” (2007), “Il curioso caso di Benjamin Button” (2009), “The Social Network” (2010). Sulla strada del precedente “Millennium – Uomini che odiano le donne” (2012) si muove questo “Gone girl”, titolo originale che nella versione italiana (Amore bugiardo) aderisce più da vicino al tema centrale della storia. Sull’incontro/scontro tra verità e menzogna corre infatti il copione, ma con un ritmo così incalzante, con sbalzi narrativi così vertiginosi, con rovesciamento di parti cosi repentino da chiedere allo spettatore di aderire senza dargli il tempo di capire quale può essere la strada giusta da seguire. Si resta invischiati in una vicenda torbida e aggrovigliata, dentro la quale ogni tentativo di entrare in un bagliore di umanità resta vano e superfluo. L’eccesso di malvagità, di doppiogioco, di turbamento delle indagini si muove in una ragnatela di sfumature caratteriali che rimettono in discussione ogni certezza su una netta distinzione tra bene e male, tra l’essere e l’apparire, tra sentimenti e possesso. Ne deriva un copione dai grandi obiettivi esistenziali, uno sguardo da tragedia moderna sulle trappole congiunte create dall’intreccio tra amore, denaro, società, mass media. Con passaggi visivi crudi e sopra le righe a punteggiare i risvolti dei cambiamenti individuali, e per un film che, dal punto di vista pastorale, è da valutare come complesso e segnato da scabrosità

 

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