Magic in the Moonlight
1 Stella2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle (Nessun voto)
Loading...
Categoria:
Programmazione

Orario: venerdì 9, sabato 10 e domenica 11 ore 21
Prezzo: Interi: euro 7,00 – Ridotti: euro5,00
Regia di Woody Allen
Con la partecipazione di Emma Stone, Colin Firth, Marcia Gay Harden, Hamish Linklater, Jacki Weaver, Eileen Atkins, Erica Leerhsen, Simon McBurney, Jeremy Shamos, Kenneth Edelson
Genere: Commedia
Informazioni: Durata: 97′ – Data di uscita: 04-12-2014

Anno 1928, riviera del sud della Francia. Un famoso prestigiatore si esibisce nei teatri d’Europa sotto le sembianze del cinese Wei Ling Soo, ma in realtà si chiama Stanley Crawford, è inglese, sorbutico e arrogante. Su invito del vecchio amico Howard, l’uomo accetta di recarsi sulla Costa Azzurra per smascherare la chiaroveggente Sophie Baker, giovane affascinante, che fa credere di poter entrare in contatto con i morti nell’al di là. Stanley é sicuro in breve tempo di mettere in crisi la ragazza e rivelarne l’intento truffaldino. Le cose però si rivelano meno semplici del previsto. Preso in contropiede da una serie di riscontri, Stanley sta per arrendersi all’evidenza. Poco dopo un banale incidente in cui è coinvolta la zia lo induce ad aprirsi alla preghiera. Un gesto imprevisto dal quale l’uomo si ritrae, sorpreso prima di tutto con se stesso. Ma ormai il nodo è sciolto, e da quel momento, pur con la conferma del subdolo piano di Sophie, Stanley non può evitare di sentirsi fortemente attratto dalla ragazza, alla quale alla fine confessa il proprio amore fino a chiederla in matrimonio.

Questo titolo di Woody Allen (il nuovo di una serie cominciata nel lontano 1969 con "Prendi i soldi e scappa") é da collocare tra quelli in cui il newyorchese non compare come attore ma come autore del copione e regista. Viene da dire che, pur non essendoci fisicamente, la sua presenza é netta, precisa, identificabile. Forse infatti dietro la maschera del cinese Wei Ling Soo/alias l’inglese Stanley Crawford non é difficile immaginare lo stesso Allen, impegnato in un gioco di specchi sempre più stringente e difficile da sciogliere. Le sedute spirituali erano del resto in gran voga negli anni Venti del secolo scorso, e la storia parte da quello per distendersi a lungo sul rapporto verità/finzione. Crawford é persona razionale e rimprovera se stesso quando cede alla preghiera. Ma l’illusione che lui ha regalato da sempre agli spettatori in teatro gli torna addosso nei confronti di Sophie. Una truffatrice, una opportunista, una scaltra arrivista ma dal fascino irrestistibile. L’amore dunque smantella ogni difesa della ragione? Siamo prigionieri dell’illusione dei sentimenti? Dobbiamo piegarci al mistero? Si resta ogni volta ammirati nel constatare come Allen riesca a conservare, dopo tanti anni, lucidità e limpidezza: la dialettica tra fede e ragione resta centrale, pilastro intorno al quale la poetica dell’autore non smette di confrontarsi, di mettere a nudo la propria anima di ebreo inquieto, teso, non riconciliato. Molti temi presenti affidati ad una regia profonda e distesa tra ironia, umorismo e beffardo rincorrersi del destino. Dal punto di vista pastorale, il film é da valutare come consigliabile, problematico e adatto per dibattiti.

Commenti chiusi.