Pride
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Cineforum

Basato su una storia vera, il film è ambientato in piena era Thatcher, durante lo storico sciopero dei minatori inglesi del 1984. Degli attivisti del movimento gay, spinti dalla solidarietà verso chi, come loro, lotta contro il sistema, decidono di raccogliere fondi per gli scioperanti del Galles. I minatori, però, accolgono con diffidenza l’iniziativa, considerando il sostegno di lesbiche e gay inopportuno e imbarazzante.

: giovedì 7 maggio – ore 21 – la visione sarà guidata dal commento di Roberto Ariodante Petacco: euro 5,00 – Abbonamento per 4 film euro 20,00: Regno Unito: 2014: Drammatico: 120′: Matthew Warchus: www.pridemovie.co.ukCast: Ben Schnetzer, Bill Nighy, Abram Rooney, Paddy Considine, Imelda Staunton, George MacKay, Jim McManus, Monica Dolan, Matthew Flynn, Andrew Scott, Dominic West, Roger Morlidge, Joseph GilgunProduzione: Calamity FilmsDistribuzione: Teodora FilmData di uscita: 11 Dicembre 2014 (cinema)Basato su una storia vera, il film è ambientato in piena era Thatcher, durante lo storico sciopero dei minatori inglesi del 1984. Degli attivisti del movimento gay, spinti dalla solidarietà verso chi, come loro, lotta contro il sistema, decidono di raccogliere fondi per gli scioperanti del Galles. I minatori, però, accolgono con diffidenza l’iniziativa, considerando il sostegno di lesbiche e gay inopportuno e imbarazzante. Ma l’incontro fra i due mondi, difficile per non dire esplosivo, si trasformerà in un’entusiasmante amicizia.I fatti sono tutti realmente accaduti, e le didascalie finali ne danno correttamente conto. Il momento in cui poliziotti, militanti omosessuali e abitanti si incontrano e si confondono nella manifestazione di protesta dà la misura di quanto la necessità di un approccio rinnovato ai diritti civili e sociali fosse profondo e sentito. Nel 1985 il governo inglese ha dovuto prenderne atto e far approvare dal Parlamento nuovi orizzonti legislativi. Se tutto questo fa parte della cronaca ed è ormai acquisito dalla Storia, il film che su quei fatti viene costruito conserva la libertà, tipica del cinema, di svicolare dalla successione degli episodi, di sviluppare una parte piuttosto che un’altra, di estrapolare situazioni e contesti, portanto in primo piano momenti non sempre necessari. Il taglio che il copione prende da commedia brillante, spregiudicata, quasi musicale, il tono festoso e liberatorio che invade il paesino del Galles (soprattutto le signore anziane), la conclusione dagli accenti trionfalistici sono passaggi che quasi sottraggono serietà e verità al racconto. Tutto appare detto con l’occhio di oggi, con uno sguardo che sarebbe stato opportuno rendere meno buonista, facile, scontato. Se è giusto essere a livello ideale dalla parte di chi rivendica i diritti ad una civile convivenza, la realizzzaione cade in qualche eccesso e passaggio sopra le righe, nonsempre necessario. Dal untodi vista pastoarel, è da valutare come complesso, problematico e adatto per dibattiti.

ACEC

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