Proiezione di documentari sulle cave di marmo di Carrara
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Eventi Speciali

 

Martedì 17 luglio, alle 21, saranno proiettati due documentari: “Miniera Bianca: il duro lavoro dei cavatori di marmo dei giacimenti apuani”, di Bruno Ambrosi e Duilio Chiaradia, e “Cosa c’è sotto le nuvole” di Alberto Grossi.

Bruno Ambrosi, giornalista RAI per 42 anni – “Sono entrato in azienda nel 1953, quando ancora in pochi credevano che il mezzo televisivo potesse avere il futuro che poi ha avuto” -, è nato a Pontremoli ed ha vissuto nella nostra città per una ventina d’anni, prima di trasferirsi a Milano, dove tutt’ora risiede. Il suo interesse per il mondo delle cave è nato durante i suoi anni di studio a Carrara – “Ho iniziato il Liceo a Pontremoli e l’ho completato a Carrara, poi ho compiuto gli studi da giornalista a Urbino”) – quando non era raro che le sirene dei mezzi di soccorso percorressero le strade per trasportare all’ospedale i cavatori vittime di incidenti. Un interesse che nel 1956 è riuscito a trasferire su pellicola, realizzando, con la disponibilità di dirigenti della società Montecatini, che permisero le riprese in cava, il documentario che sarà proiettato al Manzoni. Tra i ricordi di Ambrosi ha un particolare significato per noi il breve periodo (“tre mesi o poco più”) in cui fu capo redattore nel nostro settimanale.Nonostante abbia avuto modo di firmare servizi “storici” (il disastro di Seveso, il terremoto in Sicilia…) Ambrosi non ha esitazioni nel dire che il documentario sulle cave è la sua opera migliore. Per realizzarla ebbe l’apporto fondamentale di uno tra i miglioro operatori RAI del tempo: per questo volle che anche il nome di Chiaradia apparisse come autore assieme al suo.
Opera molto più recente è il video di Alberto Grossi, nato a Forno e residente a Massa, impiegato di banca con la passione per i documentari, che realizza in completa autonomia – “Ho scoperto che è il modo migliore per non questionare con nessuno” – con un ritmo di uno ogni quattro anni – “Però quest’anno non ce l’ho fatta a rispettare la scadenza!” -. Ha iniziato nel 1993 con un documentario sulla strage di Forno, pensato assieme ad altri, (“quando ancora non era facile parlare di certe cose”), poi trasferito anche in un libro. Nel 2004, con l’opera che sarà proiettata martedì sera, si aggiudica il premio “Città di Imola” al Festival Internazionale Film della Montagna di Trento, per il miglior film sull’Appennino. Un’opera “scritta” in chiave poetica, con la quale Grossi vuole portare una testimonianza della particolare situazione di degrado in atto nelle Alpi Apuane ad opera di una attività estrattiva che si fa sempre più aggressiva: ogni anno spariscono oltre quattro milioni di metri cubi di montagna e con le montagne spariscono anche i mestieri e i luoghi dei ricordi. Nel 2008 ha realizzato “Aut out” (presentato a Trento nel 2010) ed ha in gestazione un documentario sulle sorgenti del fiume Frigido.

(da IL CORRIERE APUANO del 14 luglio 2012)

 

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