Sarà il mio tipo? e altri discorsi sull’amore
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Cineforum

Orario: giovedì 19 novembre ore 21
Prezzo: 5 euro singola proiezione – 20 euro abbonamento
Regia di Lucas Belvaux
Con la partecipazione di Emilie Dequenne, Loic Corbery, Sandra Nkake
Genere: Drammatico, Romantico
Informazioni: Durata: 111′ Data di uscita: 23-04-2015

La visione sarà guidata dal commento di Roberto Ariodante Petacco.

Clement, professore di filosofia, è costretto ad accettare il trasferimento dall’amata Parigi ad Arras, cittadina nel nord della Francia. Un giorno entra in un negozio di parrucchiere e conosce Jennifer che lì lavora e ad Arras è nata e vive. Tra lui, che legge Kant e Proust e lei, abituata ai romanzi rosa e al karaoke il sabato sera, l’attrazione è inevitabile e ben presto sfocia in una relazione intensa e passionale. Le differenze tuttavia rimangono e incidono sull’equilibrio della coppia. Tra Clemente quasi rassegnato alla vita di provincia, e Jennifer, desiderosa di affermazione individuale, si va verso una soluzione imprevista.

Il punto di partenza è il romanzo “Non il suo tipo” di Philippe Vilain. “Romanzo non facile da adattare -precisa Belvaux- perché la storia è raccontata in prima persona(…)così ho scelto di riequilibrare i punti di vista e osservare i due personaggi dalla stessa distanza…Mi sento vicino a lei quanto a lui”. L’atteggiamento potrebbe apparire un po’ accomodante, per certi versi una fuga dalle responsabilità. Bisogna invece dire che le psicologie dei due risultano ben costruite e collocate nella giusta dialettica degli ‘opposti’. Clement non rinuncia a fare sfoggio di teorie filosofiche e sentimentali; Jennifer non ha timore di replicare con semplicità e incisività. Solo una decisione inattesa (da non svelare) sblocca una situazione che stava chiudendosi in una dialettica un po’ fine a se stessa. Costruito con intelligenza e leggerezza sull’impossibile incontro tra due mondi, affidato a schermaglie tra poesia, romanticismo e realismo, appoggiato sul ricordo (senza pedanteria) di grandi esempi francesi tra letteratura e cinema, il film scorre e conquista, alternandosi tra minimalismo quotidiano e furbetta mescolanza di finzione e melò. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile, problematico e adatto per dibattiti.
Fonte: ACEC

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