Argo (da ven a dom 21:00 – lun 15:30)
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Programmazione

Orario: venerdì 8, sabato 9 e domenica 10 febbraio: ore 21 – Lunedì 11 febbraio ore 15:30 in collaborazione con UNITRE
Prezzo: Interi: euro 6,00 – Ridotti: euro 5,00
Regia di Ben Affleck
Con la partecipazione di Ben Affleck, Alan Arkin, Bryan Cranston, John Goodman, Kerry Bishé, Chandler, Rory Cochrane, Christopher Denham, Tate Donovan, Clea DuVall, Victor Garber, Zeljko Ivanek, Richard Kind, Scoot McNairy, Chris Messina, Michael Parks, Taylor Schilling
Genere: Storico, Thriller
Informazioni: Durata: 120′ – Data di uscita: 08-11-2012


4 novembre 1979, la rivoluzione iraniana è al culmine. Un gruppo di militanti fa irruzione nell’Ambasciata USA a Teheran, portando via 52 ostaggi. Nella confusione però sei americani riescono a fuggire e trovano rifugio nella residenza dell’ambasciatore del Canada, Ken Taylor. Consapevoli che il tempo a disposizione prima di una tragica fine è molto ridotto, il governo canadese e quello statunitense chiedono l’intervento della CIA, che subito si rivolge a Tony Mendez, il miglior specialista in azioni di infiltrazione. Costui, valutata la situazione, mette in piedi un piano per far uscire i cittadini USA del Paese. Si tratta di farli passare come componenti della troupe arrivata a Teheran per girare un film. Il piano diventa operativo e procede tra infiniti rischi e pericoli. Alla fine però il successo viene raggiunto.

I fatti sono autentici, ma è giusto aggiungere che l’intera operazione è rimasta top secret da parte della CIA fino a quando non fu declassificata dal Presidente Clinton nel 1997. E anche dopo la pubblicazione del libro di Tony Mendez nel 2000 e il resoconto di Joshuah Bearman in Wired la maggior parte dell’opinione pubblica ha continuato ad ignorare la vicenda, "assurda e incredibile -dice Affleck- ma proprio perché accaduta ancora più affascinante". E’ indubbio che la storia entra in una dimensione inattesa nel momento in cui viene coinvolto il mondo del cinema. L’irruzione di Hollywood, regno della finzione per eccellenza, in una realtà tragica e incalzante crea le premesse per una forte e convincente cornice. Dice molto su quanto l’immaginario hollywoodiano abbia creato nel tempo in termini di credibilità e di fascino verso un pubblico internazionale. Dice che l’industria è in grado di adattarsi alle esigenze della Nazione, mettendosi in gioco tra vittorie e sconfitte, tra serietà e autoironia. Il film ‘finto’ ha delle premesse di evidente cattivo gusto, ma le persone coinvolte fanno di tutto per renderlo veritiero: inventandosi pubblicità, audizioni, provini, attori, costumi. Se il gioco di specchi del ‘cinema nel cinema’ funziona, è merito anche del Ben Affleck regista, che affida il copione ad uno stile ispirato ai drammi sociali anni ’70, preciso, pulito, incisivo, sostenuto da una credibile tensione. Ne deriva una sorta di accurata sintesi del meglio e del peggio dell’american way of life, di quei fin troppo frequenti momenti in cui gli Stati Uniti sono chiamati a riflettere sul ruolo della propria supremazia. Senza effetti speciali, con discrezione e misura, Affleck dirige un bell’esempio di cinema tra cronaca, dramma, storia in un film che, dal punto di vista pastorale, è da valutare come consigliabile e certamente realistico.

 


 

Fonte: ACEC

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