Benvenuto Presidente
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Programmazione

Orario: venerdì 17, sabato 18 e domenica 19: ore 21
Prezzo: Interi: euro 6,00 – Ridotti: euro 5,00
Regia di Riccardo Milani
Con la partecipazione di Claudio Bisio, Kasia Smutniak, Beppe Fiorello, Massimo Popolizio
Genere: Commedia
Informazioni: Durata: 115′ Data di uscita: 21-03-2013


Si avvicina l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica. La situazione politica è in una incertezza totale e, in assenza di un accordo, viene inopinatamente nominato Presidente un tale Giuseppe Garibaldi. Tra lo stupore generale, un cittadino con tale nome e con i requisiti richiesti esiste veramente, viene raggiunto nel paesino di montagna dove vive e condotto a Roma. Avendo accettato l’incarico, comincia la vita all’interno del Quirinale. L’ostacolo maggiore è rappresentato dal protocollo. Giuseppe, detto Peppino, lo rifiuta e invano Janis, vice segretaria della Presidenza, si adopra per fargli lezioni. Il compito è improbo, e, andando avanti, Peppino non rinuncia a mettere in campo uno sfrontato buon senso. Non firma le leggi di cui non capisce il testo, va in ospedale a scherzare con i bambini ammalati, soccorre e fa dormire nel Palazzo tanti barboni, riceve capi di stato con i quali fa accordi a tavola tra musica e balli. La rigida Janis cambia atteggiamento, i due si dichiarano innamorati, e Peppino riesce a respingere le trame occulte per destituirlo. Quando il suo gradimento è ormai alto, Peppino decide di lasciare e firma le dimissioni. Torna a casa dove Janis lo aspetta per sposarsi. Arriva una telefonata. Lo chiamano dal Vaticano…

Dice Milani: "L’obiettivo era realizzare una favola leggera, una commedia che cercasse di essere popolare ma non populista. Cercando di non seguire l’onda lunghissima dell’antipolitica". I buoni propositi sono encomiabili, meritano fiducia e restano come traccia generale nell’economia dello sviluppo. E’ opportuno tenere questo metodo di approccio, perché la situazione politico-sociale italiana è talmente degenerata e in preda al caos che tirarne fuori un racconto motivato, compiuto e credibile è in ogni caso impresa non semplice. Resi i giusti meriti al copione scritto da Bonifacci, bisogna aggiungere che i rischi paventati di uno script attraversato da demagogia e strisciante qualunquismo restano e tolgono effervescenza al racconto. La bravura di Bisio, della Smutniak, del valoroso gruppo di caratteristi intorno fa i conti col crescere eccessivo di paradossi, di coloriture e di sfrontate utopie sopra le righe: dendo la sensazione di voler ricondurre l’idea del neo presidente ad una sconsiderata utopia. Salvo eliminare umorismo e taglio scanzonato con il moraleggiante discorso finale che mette tutti sullo stesso livello. Ladri i politici, ladri i cittadini: e allora? Ed era proprio necessaria quell’approvazione che il Presidente concede ai due bambini che fanno già coppia maschile a scuola? Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come futile e non privo di superficialità.

 


 

Fonte: www.saledellacomunita.it

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