Orario: venerdì 7, sabato 8 e domenica 9 marzo: ore 21
Prezzo: Interi: euro 6,00 – Ridotti: euro 5,00
Regia di Paolo Virzì
Con la partecipazione di Valeria Golino, Valeria Bruni Tedeschi, Fabrizio Bentivoglio, Fabrizio Gifuni, Luigi Lo Cascio, Bebo Storti, Gigio Alberti, Giovanni Anzaldo, Matilde Gioli, Guglielmo Pinelli
Genere: Drammatico
Informazioni: Durata: 109′ – Data di uscita: 09-01-2014
In Lombardia, oggi. Anzi, più precisamente, in Brianza, zona ad alto tasso di sviluppo economico, dove il lavoro ha creato molta ricchezza e non sempre ne ha restituito gli effetti. Dino è un immobiliarista cinquantenne che, arrivato ad un punto di non ritorno, cerca di appoggiarsi al ricco Giovanni Bernaschi per mettere a segno il colpo che potrebbe cambiargli la vita. Carla, moglie di Giovanni, vorrebbe vivere giornate differenti dall’inerzia di quelle che passa accanto ad un marito dedito solo a riunioni ed affari. In una notte alla vigilia di Natale, un incidente poco chiaro in cui muore un lavoratore complica la situazione e rimescola i rapporti tra i protagonisti di una vicenda che diventa sempre meno limpida e rimette in gioco diritti, doveri, responsabilità.
Esordiente ormai quasi venti anni fa ("La bella vita", 1994), Paolo Virzì ha proseguito una carriera nel solco della classica commedia italiana: un cinema che intende far ridere e insieme riflettere, pensare, sognare. Ora però lo sguardo del regista si sposta in modo significativo. "Il copione -chiarisce Francesco Bruni, cosceneggiatore- ha un andamento poliedrico. I tre capitoli in cui è diviso raccontano lo stesso lasso di tempo attraverso un differente testimone, e l’unione dei tre punti di vista fornisce il quadro completo della vicenda. Si respira l’aria del giallo, del rompicapo che ti porta lentamente alla scoperta della verità". Il fatto è che all’origine c’è un romanzo omonimo scritto dall’americano Stephen Amidon e ambientato in una cittadina del Wisconsin. "Un thriller -precisa Virzì- che abbiamo adoperato con una certa disinvoltura". A poco a poco l’atmosfera lombarda entra nel film e lo plasma con una nuova pelle. Un po’ incerte a trovare il passo giusto, le dinamiche narrative acquistano poi logica e precisione, il clima si fa pressante, la resa dei conti inevitabile. Qualche sbavatura nelle psicologie non impedisce la costruzione di una radiografia asciutta, nervosa, quasi neutra, dentro delusioni e lamenti socio-esistenziali ai confini del melò. Film dalle suggestioni americane che fatica a liberarsi dei riferimenti italiani e che, dal punto di vista pastorale, è da valutare come consigliabile, problematico e adatto per dibattiti.


