La scelta
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Programmazione

Orario: venerdì 24, sabato 25 e domenica 26: ore 21; lunedì 27: ore 15,30 – in collaborazione con Unitre (ingresso: 5 euro)
Prezzo: Interi: euro 7,00 – Ridotti: euro 5,00
Regia di Michele Placido
Con la partecipazione di Raoul Bova, Michele Placido, Valeria Solarino, Ambra Angiolini
Genere: Drammatico
Informazioni: Durata: 86” Data di uscita: 02-04-2015

Laura e Giorgio si amano intensamente e sono desiderosi di un figlio che non arriva. Un giorno, mentre cammina in un vicolo della cittadina, Laura viene strattonata e violentata. Solo qualche tempo dopo, la donna confessa al marito di essere incinta. La prima reazione dell’uomo è di stupore e di rifiuto. La possibilità di abortire viene messa in conto ma, quando il medico è pronto, Laura rinuncia e si mostra decisa ad accogliere quella creatura. Giorgio, conquistato dalla sua decisione di donna e di madre, finisce per convenire sulla scelta presa. Quello sarà il loro bambino.

Luigi Pirandello scrive il testo nel settembre/ottobre 1917 sulla base di due novelle precedenti. Va in scena al Manzoni di Milano il 29 gennaio 1919. Lo scalpore suscitato dall’argomento è sul momento forte ma negli anni successivi il titolo resta un po’ in disparte rispetto ai grandi copioni pirandelliani. Placido lo riscrive, ambientandolo ai giorni nostri tra Puglia e Sicilia. Lo spostamento ad oggi risulta con evidenza come determinante per lo sguardo che Placido vuole gettare sulla vicenda. Maternità mancata, violenza subita, la vita da difendere, l’equilibrio della coppia: sono temi importanti che la nostra contemporaneità è abituata a declinare in forme più rigide e quasi isteriche. Ragione ed affetti vanno di pari passo e qui il copione sembra avvertire la necessità di non eccedere nel dipingere il dramma di tinte fosche. Muovendosi tra realismo e melò, con pochi personaggi, con scelte narrative ridotte al minimo, Placido compone un dramma da camera a due, nel quale il nodo etico sulla vita da (non)accogliere si scioglie con la scelta di dire si alla vita, e alla reciproca comprensione. In questa prospettiva, supportato da una regia ambiziosa con echi quasi viscontiani, il film, dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile, problematico e adatto per dibattiti.

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