LEONI PER AGNELLI
1 Stella2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle (Nessun voto)
Loading...
Categoria:
Programmazione

Orario: venerdì 7 e sabato 8: ore 21.00; domenica 9: ore 15 – 21
Prezzo: Interi: 6,00 – Ridotti: 5,00

RegiaRobert Redford

Interpreti: Tom Cruise, Robert Redford, Meryl Streep, Derek Luke, Michael Peña, Peter Berg, William Mapother

Genere: Drammatico

NazioneU.S.A.

Durata: 91′


La guerra: una macchia rossa su un foglio bianco. Non una figura regolare, non un cerchio indivisibile, un insieme di atteggiamenti, idee e persone unite e impenetrabili, ma uno spruzzo improvviso e stonato, forte e dritto in alcune linee e curvo e pieno di insenature in altre parti. Chi ha il coraggio di dire che la sicurezza nazionale non sia importante? Ma, allo stesso modo, chi può sostenere senza alcun problema, che la morte di soldati serva davvero a salvare altre vite? La guerra riguarda tutto, riguarda noi, anche se noi non ne vorremmo avere a che fare. E se c’è un aggettivo che la possa definire è che è complessa: ha più strati, è instabile, vive di motivazioni contrapposte, e per questo è giustificata e ingiustificabile allo stesso tempo. Sono queste le considerazioni di partenza da cui è partito lo sceneggiatore Matthew Michael Carnahan per scrivere “Lions for Lambs”.

Tre luoghi d’azione per tracciare i tratti principali che delimitano la guerra. La politica che si confronta con la stampa. Il professore, rappresentante del mondo intellettuale, che sollecita il giovane studente a prendere coscienza. Due coppie di dialoghi che si completano con la narrazione di chi la scelta, giusta o sbagliata che sia, l’ha già fatta e ora il sangue lo vede sul proprio corpo. La grandezza del film di Robert Redford (che si ritaglia il ruolo del docente) inizia prima di tutto da questo approccio. Che il suo autore sia contrario all’ingaggio militare è chiaro, ma per fare emergere il proprio punto di vista non strumentalizza gli eventi facendone del racconto di uno, l’occasione per dire “ecco, avete visto?”, ma si preoccupa di coprire tutto l’arco delle possibili “controargomentazioni” lasciando metaforicamente “parlare” anche i pensieri avversi. Il senatore repubblicano interpretato (bene) da Tom Cruise è credibile in alcuni suoi discorsi, si “scusa” addirittura per gli errori del passato e quantomeno ha la volontà di cercare nuove soluzioni per il futuro e chi dovrebbe contraddirlo, la giornalista Meryl Streep, sembra più volte affascinato e persuaso dalle sue parole. Il vero pensiero degli autori, e cioè che si tratti in realtà solo dell’ennesimo uomo spregevole mosso solo dall’ambizione, non è esplicito e sbattuto in faccia allo spettatore: lo si intuisce più volte, ma è rivelato davvero solo dalla sua ultima battuta, quando dice ad alta voce “Non mi candiderò mai alle elezioni presidenziali” e cioè esattamente ciò che lo studente di Scienze politiche dice ad inizio film rappresentare la frase simbolo del politico bastardo e corrotto. Il montaggio delle tre storie è, in tal senso, fondamentale.


 

Fonte:

Commenti chiusi.