Se Dio vuole
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Roma, oggi. Tommaso, cardiochirurgo di successo, è sposato con Carla, hanno due figli: Bianca, a sua volta maritata con Gianni, e Andrea, studente di medicina pronto a seguire le orme paterne. Un giorno però Andrea fa un annuncio imprevisto: dopo un periodo personale di incertezze e dubbi, ha deciso di entrare in seminario e diventare sacerdote. Tommaso, da sempre estraneo a qualunque punto di contatto con la religione, è colto di sorpresa dall’annuncio.

: venerdì 22, sabato 23 e domencia 24 Maggio ore 21: Interi: euro 7,00 – Ridotti: euro 5,00 Edoardo Falcone Marco Giallini e Alessandro Gassmann Ilaria Spada Edoardo Pesce e con Laura Morante Commedia Durata: 87′ Data di uscita: 09-04-2015 Roma, oggi. Tommaso, cardiochirurgo di successo, è sposato con Carla, hanno due figli: Bianca, a sua volta maritata con Gianni, e Andrea, studente di medicina pronto a seguire le orme paterne. Un giorno però Andrea fa un annuncio imprevisto: dopo un periodo personale di incertezze e dubbi, ha deciso di entrare in seminario e diventare sacerdote. Tommaso, da sempre estraneo a qualunque punto di contatto con la religione, è colto di sorpresa dall’annuncio, non lo accetta come realtà, verifica che tutto è nato dalla frequentazione con don Pietro, esuberante parroco di periferia e progetta un piano preciso: sarà sufficiente evidenziare la vuota retorica dell’uomo, far emergere qualche magagna del passato e tutto potrà rientrare. Lo stratagemma sembra avere successo. Capita però che un giorno Andrea confida al padre di avere cambiato intenzione e questo in seguito ai suggerimenti del sacerdote. Tommaso sembra riacquistare serenità, ma assiste attonito quando una macchina investe don Pietro sullo scooter con violenza. In ospedale, Tommaso conferma la gravità delle sue condizioni. Allora l’uomo si reca nel luogo dove don Pietro andava a pregare e lo ricorda in silenzio. è autore negli ultimi anni di alcuni copioni di successo quali “Nessuno mi può giudicare”, “Stai lontana da me”, “Un matrimonio da favola”. Eccolo ora esordire nella regia con una sceneggiatura sua e di Marco Martani. “Per un motivo principale: avere il controllo totale sul progetto e recuperare la commedia all’italiana classica non solo nei registi ma nella vivacità degli scrittori”. Non c’è dubbio che la lezione sia seguita con precisione e agilità. Falcone è bravo a costruire tra i quattro personaggi principali una schermaglia dialettica che scivola in modo svelto e brillante tra equivoci, incomprensioni, sorprese, facce attonite, reazioni arrabbiate, sotterfugi inopinati. (Prima della rivelazione, Tommaso è convinto che il figlio stia per dichiararsi gay e ripete: “Meglio gay che prete”) . Tutto sembra procedere per il meglio, se non chè, proprio quando si aspetta il ‘botto’, ogni parvenza di cinismo si attenua, ogni scarto narrativo rientra, ogni ‘ribellione’ fa marcia indietro e si rimette nella righe previste della norma, del prevedibile, dello schierato. Tommaso diventa il medico di tutti, lui e Carla riacquistano serenità, al pari di Andrea. Don Pietro forse è morto ma ha lasciato intorno a se vite nuove e diverse. Tutto giusto, tutto naturale, tutto ovvio. Così la figura di don Pietro è quella di un sacerdote odierno di frontiera, che usa linguaggi aperti, colorati, e richiama alla preghiera senza pedanteria. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile, problematico e adatto per dibattiti.

ACEC

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