Una nuova amica
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Cineforum

Profondamente scossa dalla morte di Laura, la sua migliore amica, Claire riscopre la voglia di vivere quando fa una inattesa scoperta: David, il marito di Laura, ha l’abitudine di indossare gli abiti della defunta moglie e di atteggiarsi da donna. Dapprima respinta, la situazione intriga sempre di più Claire, che ne è in qualche modo soggiogata. Al punto di avviare una relazione con David, ma solo quando lui è vestito da donna …
Orario: giovedì 3 dicembre ore 21
Prezzo: 5 euro singola proiezione – 20 euro abbonamento
Regia di Francois Ozon
Con la partecipazione di Romain Duris, Anais Demoustier, Raphael Personnaz
Genere: Drammatico
Informazioni: Durata: 105′ Data di uscita: 19-03-2015

La visione sarà guidata dal commento di Roberto Ariodante Petacco.

Profondamente scossa dalla morte di Laura, la sua migliore amica, Claire riscopre la voglia di vivere quando fa una inattesa scoperta: David, il marito di Laura, ha l’abitudine di indossare gli abiti della defunta moglie e di atteggiarsi da donna. Dapprima respinta, la situazione intriga sempre di più Claire, che ne è in qualche modo soggiogata. Al punto di avviare una relazione con David, ma solo quando lui è vestito da donna…

Ozon è abituato a raccontare storie che travalicano i confini del prevedibile. Ricordiamo “Giovane e bella” 2013; “Ricky” 2009; “Swimming pool”, 2003; “Sotto la sabbia”, 2001. E altri, a dire che una linea comune, se c’è, è quella del travestimento, del cambio d’identità, del passaggio di sguardi: inseguendo Hitchcock e accostando Billy Wilder e Blake Edwards. Non tanto quindi la storia di un uomo che si veste da donna, e di una donna che si fa conquistare da un uomo in quanto donna, ma la provocazione di sparigliare le carte di fronte al pubblico e ai protagonisti della vicenda. Ozon si conferma un abilissimo confezionatore di meccanismi che sembrano scandalosi e in realtà sconquassano il quotidiano, rivelando quegli angoli dove sparisce una verità e ne emerge un’altra. Tabù da smontare, scandali di provincia: poi Ozon provvede a filtrare il tutto nella lente del melò e di un laccato decadentismo. Un taglio estetizzante, talvolta riuscito, ma più spesso malato di scadente snobismo. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come complesso e segnato da frequenti scabrosità.
Fonte: ACEC

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