Il Professor Cenerentolo (ore 21)
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Programmazione

Per evitare il fallimento della propria ditta di costruzioni, Umberto prova insieme ad un suo dipendente un colpo in banca che finisce però in modo maldestro e con una condanna a quattro anni di carcere. La detenzione sta per finire e ora Umberto lavora di giorno nella biblioteca del paese situata nell’isola di Ventotene. Una sera, in prigione, dopo la proiezione di un film e un dibattito aperto al pubblico, conosce Morgana che insegna balli moderni.
Orario: da Sabato 26 a Martedì 29 Dicembre alle ore 21:00
Prezzo: Interi: euro 7,00 – Ridotti: euro 5,00
Regia di Leonardo Pieraccioni
Con la partecipazione di Leonardo Pieraccioni, Laura Chiatti, Massimo Ceccherini, Flavio Insinna
Genere: Commedia
Informazioni: Data di uscita: 07-12-2015

Per evitare il fallimento della propria ditta di costruzioni, Umberto prova insieme ad un suo dipendente un colpo in banca che finisce però in modo maldestro e con una condanna a quattro anni di carcere. La detenzione sta per finire e ora Umberto lavora di giorno nella biblioteca del paese situata nell’isola di Ventotene. Una sera, in prigione, dopo la proiezione di un film e un dibattito aperto al pubblico, conosce Morgana che insegna balli moderni…

Le ricorrenze tonde sono difficili da dimenticare, e questa Pieraccioni l’ha sottolineata subito, in apertura della conferenza stampa seguita alla proiezione del film: sono venti anni esatti dall’uscita in sala de “I laureati” che nel 1995 lanciò il ‘fenomeno Pieraccioni’. Venti anni e, oltre a quello d’esordio, altri 11 film come attore/regista, di successo in successo ma da un certo momento in poi con minore convinzione. E’ infatti almeno da “Io e Marilyn” (2009) che la verve del tutto fare toscano (è anche musicista e cantante)va in calando. Veniamo a questo ultimo film e ci apprestiamo a seguire le ‘imprese’ di Umberto, colpevole di un quasi niente che gli costa quattro anni di carcere. Una esagerazione che si dilata lungo tutta la vicenda e invade fatti, fattarelli e personaggi di contorno. Piccole/grandi forzature narrative entrano nel tessuto narrativo, si incrociano con equivoci, imprevisti, infortuni. Pieraccioni prova a tenere in piedi la vicenda che tuttavia inciampa in un copione fiacco, ripetitivo e carico di forzature comiche. Si ride poco, con parsimonia, e la verve goliardica del protagonista resta intinta nei faticosi contraddittori con i coprotagonisti, con figure di contorno abbozzate con fretta (Ceccherini, Marotta, Friscia, Insinna. Andrebbe tutto bene se non che, dopo venti anni, uno si aspetta qualcosa di più robusto, concreto, anche imprevedibile sotto il profilo umoristico. Il tono continua ad essere piacevole ma copione e regia si rincorrono e girano a vuoto senza creare sorprese. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile (per una generale positività)e nell’insieme decisamente semplice.
Fonte: CNVF

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