TRAMA
Zev Guttmann, oggi 90enne, accetta, nonostante le precarie condizioni fisiche, di mettersi alla ricerca dell’uomo che circa 70 anni prima aveva assassinato durante il nazismo la sua famiglia e quella di Max Zucker, coetaneo e suo coinquilino in una casa di riposo. L’uomo si chiama Rudy Kurlander, e Zev avvicina ad uno ad uno i reduci con questo nome …
Valutazione
Atom Egoyan ha diretti finora quindici lungometraggi sempre all’insegna di storie aspre e dure (“Exotica”, “Il doce domani”, “Il viaggio di Felicia”) che ribaltano situazioni all’apparenza immobili. Anche qui si entra in un contesto ben preciso, accostato però in modo imprevedibile. “La nostra – dice il produttore Roberto Lantos- è l’ultima occasione in cui possiamo raccontare questa storia al presente. Tra dieci anni non sarebbe stato realistico narrare la vicenda di un uomo che ha subito una perdita negli anni Quaranta per la quale ora reclama vendetta. Sarebbe dovuto diventare un film d’epoca ed essere ambientato nel passato”. Osservazione precisa e legittima, perché la scelta della contemporaneità consente di muoversi lungo spazi e ambienti che rimandano immagini dell’America di oggi, quindi forti di frammenti di vita quotidiana talvolta con risvolti imprevedibili. Nel finale Egoyan recupera quegli sguardi sul thriller che ha spesso utilizzato e che qui impongono di non rivelare alcunché di una conclusione sconvolgente e inusuale. Finale duro e amaro, tra denuncia e tristezza esistenziale per un film che, dal punto di vista pastorale, è da valutare come consigliabile, problematico e da affidare a dibattiti
fonte: www.cnvf.it


