Orario: giovedì 14 maggio: ore 20,45
Prezzo: Interi: 5,00 – Ridotti abbonati: 4,00
Regia: Andrzej Wajda
Interpreti: Maja Ostaszewska (Anna), Artur Zmijewski (Andrzej, marito di Anna), Andrzej Chyra (Jerzy, ufficiale suicida).
Genere: Drammatico
Nazionalità: Polonia
Durata: 117′
…Nell’ aprile 1943 i tedeschi scoprirono nella foresta di Katyn, vicino a Smolensk, fosse comuni con migliaia di soldati e ufficiali polacchi. La colpa di quel massacro fu subito attribuita agli stessi tedeschi. In realtà Stalin il 5 marzo 1940 aveva firmato l’autorizzazione alla sua polizia politica per uccidere i prigionieri di guerra polacchi.
Si parla di un episodio della seconda guerra mondiale per decenni totalmente ignorato. Solamente il 13 aprile 1990 a Mosca, durante l’incontro con il presidente polacco Jaruzelski, Gorbaciov ammise la responsabilità sovietica e disse: “E’ doloroso ma indispensabile parlare oggi di quella tragedia. Il cammino del rinnovamento e della comprensione passa solo attraverso la verità”. Andrzej Waida é nato nel 1926 e dal suo primo LM (I dannati di Varsavia, 1959) ha attraversato mezzo secolo di cinema, diventando uno dei maggiori cineasti europei. Testimone attento e rigoroso non solo del suo tempo ma anche del passato, fatto di ferite dolorose, della sua Polonia. Il grido di rabbia che sale dalla ricostruzione di questa vicenda é profondo e lancinante, e tuttavia mai rancoroso. Wajda non cerca rivincite, non vuole vendette ma spera di portare un contributo ad una ricostruzione non più faziosa e parziale della tragedia della seconda guerra mondiale. Film scarno, essenziale, magistralmente costruito, capace di arrivare dentro l’anima e lasciare ansia di partecipazione, di condivisione, di gridare ad alta voce la voglia di pace e di comprensione universale. Senza retorica.
Fonte: ACEC


