Orario: venerdì 25, sabato 26, domenica 27: ore 21
Prezzo: Interi: � 6,00 – Ridotti: � 5,00
Regia: Richard J. Lewis
Cast: Dustin Hoffman, Paul Giamatti, Rosamund Pike, Minnie Driver
Genere: Drammatico
Nazione: U.S.A.
Durata: 137′
Tratto dall’omonimo romanzo di Mordecai Richler, La versione di Barney racconta quarant’anni di un personaggio letterario molto poco convenzionale, scomodo e politicamente scorretto.
Chi è Barney Panofsky? A un primo sguardo si potrebbe tranquillamente dire che non è una "bella persona". È arrivista, egocentrico ed egoista; agisce sull’impulso del momento e ha la convinzione di essere dalla parte della ragione. Eppure, anche in questo non riesce a essere completo perché comunque si lascia arrovellare da dubbi, sensi di colpa e di inadeguatezza, da una sorta di tristezza esistenziale che guida ognuna delle sue azioni, dalla più nobile alla più scellerata.
Nessuno più di Paul Giamatti, il "sad sack" del cinema statunitense poteva riuscire meglio a portare sullo schermo un personaggio così complesso. Nel ruolo di Barney, Giamatti trova il modo di esprimersi pienamente, la sua interpretazione è di grande potenza in ognuna delle epoche in cui il personaggio è rappresentato dal film, sia negli anni giovanili, di ambientazione romana, sia negli anni crepuscolari dell’Alzheimer. Il resto del cast è più che all’altezza della situazione, possiamo trovare uno straordinario Dustin Hoffman nella parte del padre di Barney e nelle pieghe dei molti eventi della pellicola possiamo persino individuare un cameo di David Cronemberg nei panni stretti del regista televisivo.
Con la sua durata di più di due ore il regista Richard J. Lewis costruisce un’autentica epopea privata intorno a Barney, in cui non trova alcuno spazio la "storia ufficiale" e in cui non c’è posto per altro punto di vista che non sia quello del protagonista.
Fonte: filmup


