Orari
Trama
A Roma, oggi. Il detective privato Arturo Merlino riceve la visita di Yuri Pelagatti attore di teatro precario, in difficoltà per un esaurimento nervoso dovuto al naufragio del suo matrimonio. Durante l’incontro Pelagatti chiede a Merlino di sorvegliare la moglie e il suo nuovo compagno per avere le prove del tradimento. Ma uno scambio di persona innesca una catena di equivoci difficili da sbrogliare…
Valutazione Pastorale
Per Carlo Verdone è il film numero venticinque di una carriera iniziata nell’ormai lontano 1979 con “Un sacco bello”. Date e riferimenti si impongono come inevitabili, perché Verdone è da tempo un testimone del nostro quotidiano e della nostra Storia. “La vicenda” precisa infatti “nasce dall’esigenza di fare un film differente dai miei ultimi, nei quali il fulcro del racconto era rappresentato dai rapporti generazionali o all’interno della famiglia. Sentivo il bisogno di staccarmi dal problema sociale (almeno in parte) e di dare più spazio alla fantasia, partendo dalle figure dei due protagonisti (…) Per troppi anni ho interpretato personaggi borghesi in giacca e cravatta. Questa volta il mio detective non è proprio un proletario ma certamente di borghese non ha nulla”. La commedia leggera, che racconta in modo diretto e scanzonato speranze e problemi di alcuni prototipi della nostra società contemporanea resta il riferimento principale di Verdone. Se ripensiamo a titoli quali ‘Bianco rosso e Verdone’, 1981; ‘Compagni di scuola’, 1988; ‘Maledetto il giorno che t’ho incontrato’, 1991; fino a ‘Sotto una buona stella’ 2014, capiamo meglio che la carriera di Carlo Verdone va avanti ormai nel segno di una continua, puntigliosa, osservazione di usi, abitudini e costumi nazionali, vizi e virtù esaltati e messi alla berlina in una continua alternanza tra equivoci, beffe, ironia e sarcasmo, sempre col proposito di aiutare a migliorare i difetti e le storture. Si può semmai osservare che l’esigenza di cambiare e insieme di restare ‘dentro’ la cronaca lo porta a rifugiarsi, in sede di scrittura, in qualche scompenso descrittivo e linguistico. Si pensa alla insistenza non sempre necessaria su espressioni volgari e all’approccio, non nuovo a dire il vero, con figure ecclesiali viste sempre in situazioni imbarazzanti e di scadente umorismo. Sono passaggi forse evitabili, che avrebbero restituito un copione più compatto in grado di fotografare con più incisività la vita di due personaggi soli e incerti nella confusa, attuale modernità. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile, per il suo tono brillante e scanzonato, ma segnalando la superficialità nell’approcciare alcune situazione e taluni caratteri.
Fonte: CNVF


