Un sapore di ruggine e ossa
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Cineforum

Orario: Martedì19 Novembre ore 20:45 – la visione sarà guidata dal commento di Roberto Ariodante Petacco
Prezzo: euro 5,00
Regia di Jacques Audiard
Con la partecipazione di Marion Cotillard, Matthias Schoenaerts, Bouli Lanners, Céline Sallette, Corinne Masiero, Alex Martin, Tibo Vandenborre
Genere: Drammatico
Informazioni: Durata: 120′ – Data di uscita: 04-10-2012

 

Ex pugile in difficoltà economiche, con a carico il figlio Sam di 5 anni, Alì va a stare da sua sorella ad Antibes. Qui le cose sembrano migliorare. Trova lavoro come buttafuori in una discoteca e qui conosce Stephanie, che addestra orche in un parco acquatico. L’accompagna a casa e le lascia il numero telefonico. Un girono, durante uno spettacolo, Stephanie resta coinvolta in un incidente molto grave. Alì riceve una chiamata e va ad incontrare Stephanie: lei ora è senza gambe e con una vita distrutta. I due cominciano a vedersi con frequenza. Lui sta con lei all’insegna della più semplice normalità, aiutandola in ogni modo, sempre con il proprio carattere duro e severo. Quando Alì ricomicia a combattere in incontri clandestini, si fa accompagnare da Stephanie che, dopo qualche tempo (ormai dotata di arti metallici che le consentono di camminare) comincia a gestire la situazione. In una pausa di riposo, Alì porta in gita il figlioletto, lo lascia solo e Sam scompare nel ghiaccio. Fa in tempo a tirarlo fuori e a portarlo in ospedale. Forse guarirà, ma l’episodio mette quasi a terra il padre. Impaurito, Alì telefona a Stephanie e la supplica di non lasciarlo.

Se si tengono presenti i tre precedenti titoli di Audiard (Sulle mie labbra, 2001; Tutti i battiti del mio cuore, 2005; Il profeta, 2009) si comprende meglio il percorso aspro, forte e scostante di questo copione. Al centro c’è l’incontro tra un uomo che ha fatto della battaglia il proprio stile di vita e una donna che precipita nel baratro di una vita a metà, resta sola e si avvicina a questo sconosciuto, cinico ma tanto più disposto a trattarla da essere umano. Sull’orlo del vuoto degli affetti, Stephanie e Alì si legano quasi senza accorgersene, anzi dopo che lui, carnale e manesco, l’ha usata come oggetto di piacere al pari di altri incontri occasionali, l’ha offesa e umiliata, e lei ha cercato di capire i suoi modi violenti, che mascheravano una lontana carenza esistenziale. Il racconto scava dunque nelle pieghe di un anomalo incontro tra caratteri deformati dalla vita e pronti a cedere al reciproco richiamo di aiuto. Audiard preme il tasto sul melò, ossia su quella esasperazione delle passioni che supera il dramma. Così vanno inquadrati alcuni eccessi di racconto e visivi. Film scavato e duro che, dal punto di vista pastorale, è da valutare come complesso, problematico e adatto per dibattiti.

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