Una piccola impresa meridionale
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Programmazione

Orario: venerdì 15, sabato 16 e domenica 17 novembre: ore 21
Prezzo: Interi: euro 6,00 – Ridotti: euro 5,00
Regia di Rocco Papaleo
Con la partecipazione di Riccardo Scamarcio, Barbora Bobulova, Sarah Felberbaum
Genere: Commedia
Informazioni: Durata: 103” Data di uscita: 18-10-2013

Ormai spretatosi, Costantino lascia il paese natio e si rifugia poco lontano, in un faro dismesso di proprietà del famiglia e da tempo abbandonato. All’inizio solo in ampi spazi, l’uomo comincia a ricevere molte visite impreviste: arrivano Arturo, ex marito della sorella Rosa Maria, in fuga dalla nomea di ‘cornuto’; poi Valbona, donna di servizio di mamma Stella, insieme alla sorella Magnolia, già prostituta ed excort; infine anche Stella, incapace di regggere l’urto delle malelingue, decide di rifugiarsi al faro. In seguito ad un temporale, filtra acqua dal tetto, e per riparare il guasto, arriva una ditta composta da Raffaele e Jennifer, il primo con al seguito la figlioletta Mela. Questo variegato gruppo di persone finisce per convivere nelle staze del faro. E, di fronte al possibile avvicinarsi di difficoltà economiche, nasce l’idea di ristrutturare l’edificio e di farne un albergo. Grazie alla somma regalata da Magnolia, i lavori vengono portati a termine. La sera dell’inaugurazione Costantino chiede attenzione e ‘celebra’ un rito matrimoniale tra Rosa Maria e Valbona, che da tempo convivevano. Ormai tutte le situazioni si sono composte. Il grupppo parte per un giro in peschereccio. E mamma Stella osserva dall’alto del faro.

Dice Rocco Papaleo: "Dopo tre anni dalla mia fortunata opera prima (Basilicata coast to coast, 2009, cfr.), io e il mio sceneggiatore Valter Lupo abbiamo pensato di dare vita ad una sceneggiatura che, pur essendo lontana dalla precedente, ne ripercorresse certi climi ed atmosfere, la leggerezza, la musica, la natura, la bellezza del territorio e una certa sensualità che rincorro sempre(…)". Bisogna dirlo con chiarezza e semplicità: queste caratteristiche nel copione ci sono, e rendono la confezione spigliata, punteggiata da sapori e colori in perfetta sintonia con le location scelte. Ad essere fuori luogo, ad andare sopra le righe, a perdere di vista misura e sensibilità è il percorso narrativo, che comincia con la voce fuori campo dell’ex sacerdote Costantino, e questa figura mantiene come centrale per tutto il racconto: facendo in modo di renderla indispensabile negli snodi essenziali della storia. Richieste di confessione, celebrazione di funerali in chiesa, fino alla farsa di un (finto) matimonio tra due donne, la sorella e la sua amica. Insomma se è vero che siamo nel solco della commedia, che lo scenario è quello di una piccola Italia che cerca di barcamenarsi tra mille difficoltà, che nella comunità nascente al faro c’è la fotografia delle nuove ‘famiglie’ allargate, questo non significa creare le premesse per un ironia sulla figura del sacerdote che va oltre il lecito e sfiora il dileggio. Cosa naturalmente che Papaleo ha il diritto di disegnare ma non tutti devono necessariamente approvare e condividere. Nasce un senso di imbarazzo che fa avvertire il film come un’occasione mancata e, dal punto di vista pastorale, induce a valutaralo come sconsigliato-non utilizzabile e segnato da grossolanità.

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