Orario: 20:45 – la visione sarà guidata dal commento di Ariodante Roberto Petacco
Prezzo: euro 5,00 singola proiezione; euro 20 per l’intera rassegna
Regia di Asghar Farhadi
Con la partecipazione di Sareh Bayat, Sarina Farhadi, Leila Hatami
Genere: Drammatico
Informazioni: Durata: 100′ – Data di uscita: 21-10-2011
Nader e Samin hanno ricevuto il permesso per lasciare l’Iran. Lui però non è pronto a lasciare il padre affetto da Alzheimer; lei non vuole cambiare idea ed è disposta a chiedere il divorzio pur di offrire un destino migliore alla figlia. I due separano, e Nader, rimasto solo a casa, assume una giovane per i lavori domestici, ignaro del fatto che la ragazza è incinta e lavora senza il permesso del marito. Da questa situazione, prende il via una serie di imprevedibili conseguenze all’insegna di una rete di bugie, che impediranno a Nader di recuperare il rapporto con la moglie.
Un thriller? Un teorema degli equivoci? un Pirandello nella Teheran del Duemila? Di sicuro un bel dramma esistenziale, capace di aggiungere tensione su tensione, di ruotare intorno alla girandola di colpevoli e innocenti, chiudendo con l’ammissione che "nè l’una nè l’altra, io per me sono colei che mi si crede" derivante dal "Così è, se vi pare", interrogativo inquieto e profondo sulla non conoscibilità del vero. Non bastasse questo, c’è una cornice che quasi è più importante del resto: la fotografia dell’Iran contemporaneo tra contraddizioni enormi e voglia di occidente. Già convincente con "About Elly" (2009), Farhadi si dimostra autore solido, capace di creare strutture linguistiche complesse in modo semplice e diretto. Una regia ricca, fluida, quasi neorealistica per un film che, dal punto di vista pastorale, è da valutare come consigliabile, problematico e adatto per dibattiti.
Fonte: ACEC


